ALBERO SENZA OMBRA di César Brie

5 Giu 2014
testo, regia e interpretazione César Brie
Musiche Pablo Brie, Manuel Estrada
progetto scene e costumi Giancarlo Gentilucci, César Brie
Luci César Brie, Marco Buldrassi
tecnico luci Marco Buldrassi
responsabile tecnico Sergio Zagaglia
cura della tournée Tiziana Irti
assistente alla produzione Angela Colucci
Foto di scena Paolo Porto
Produzione Fondazione Pontedera Teatro
con la collaborazione organizzativa di Associazioni Arti e Spettacolo
si ringraziano Gianfranco Berardi, Fulvia Bilancieri, Daniela Caseri, Gabriella Casolari, Mia Fabbri, Paolo Porto, Daniela Vespa
ALBERO SENZA OMBRA di César Brie

Dedicato a Miguel Racua e Alberto Brailovky

… eccoli con il mento sul petto,
con le spalle contro lo schienale,
con la bocca sopra un pezzetto
di pane unto, masticando male,
miseri e scuri come cani
su un boccone rubato: e gli sale
se ne guardi gli occhi, le mani,
sugli zigomi un pietoso rossore,
in cui nemica gli si scopre l’anima.

Tu ti perdi nel paradiso interiore,
e anche la tua pietà gli è nemica.
(Pier Paolo Pasolini, La terra di lavoro)

L’11 Settembre 2008, a Pando, nella giungla boliviana, si è consumato un massacro di contadini: 11 morti accertati, centinaia di feriti per armi da fuoco e decine di scomparsi, tra cui donne e bambini, a cui nessuno sinora nessuno ha dato nome, volto, storia.
Dei contadini boliviani importa poco o niente da questa parte del mondo.
Con  questo lavoro non cerco di fare della controinformazione, mi occupo d’altro, di quello che forse è racchiuso nella poesia di Pasolini.

Questa mia pietà che è loro nemica, e che ai più risulta indifferente, è per me il legame alla terra in cui ho vissuto vent’anni e da cui forse mi sto congedando.

Dietro il pietoso rossore in cui nemica gli si scopre l’anima sta l’umano che mi obbliga sempre a guardare le  macerie delle guerre combattute altrove, che chiede il conto delle private tragedie consumate tra quattro mura, e che accomuna i derelitti ai quali sento ogni volta di più di appartenere.
Mi appartiene il dolore degli altri così come il mio dolore non appartiene a nessuno.

Da questa coscienza di assoluta inutilità nasce questo lavoro che indaga vicende, sogni, solitudini, storie ricostruite e reinventate di persone che soltanto il sonno pesante del benessere fa credere appartengano a un mondo distante, mentre sono semplicemente il rovescio della nostra medaglia.
César Brie

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