BELGIAN RULES/BELGIUM RULES

14 Apr 2018 - 15 Apr 2018
Con Annabelle Chambon, Cédric Charron, Tabitha Cholet, Anny Czupper, Conor Thomas Doherty, Stella Höttler, Ivana Jozic, Gustav Koenigs, Mariateresa Notarangelo, Merel Severs, Ursel Tilk, Kasper Vandenberghe, Andrew James Van Ostade
Testi Johan de Boose
Musiche Raymond van het Groenewoud, Andrew James VanOstade
Drammaturgia Miet Martens
Assistente alla Drammaturgia Edith Cassiers
Assistente alla regia Nina Certyn
Costumi Kasia Mielczarek, Jonne Sikkema
Ideazione e regia Jan Fabre
Produzione Troubleyn/Jan Fabre (BE)
Coproduzione ImpulsTanz Vienna International Dance Festival (AT), Napoli Teatro Festival (IT), Théâtre de Liège (BE), Concertgebouw Brugge (BE)
Foto di scena Wonge-Bergmann
Durata 4 ore
Consigliato a un pubblico adulto
Orari
sabato ore 19, domenica ore 16.30
BELGIAN RULES/BELGIUM RULES

Nella sua ultima creazione BELGIAN RULES/BELGIUM RULES Jan Fabre rende omaggio alla sua patria. Proprio come Fellini ha ripreso la sua Roma, Fabre vuole celebrare il suo paese, folle e complicato. L’artista belga utilizza il linguaggio più adatto a cogliere lo spirito di questo stato sfuggente: quello del teatro, quello dell’immagine. Un cast internazionale di artisti e musicisti ricerca l’identità belga e lo traduce in uno spettacolo itinerante di danza e teatro.

Il teatro è alla base di questo piccolo paese e il teatro è ciò che questo piccolo paese rimarrà. Il Belgio è un paese che trabocca di burocrazia e formalità obbligate. Uno stato artificiale e instabile, usato come palcoscenico per le guerre degli altri. Tutti (e nessuno) parlano tre lingue. Tre regioni costituiscono e dividono questo piccolo territorio. Benvenuti in Assurdilandia!
I belgi mangiano e festeggiano la vita. Patatine! Birra! Waffle e cioccolato! Amano divertirsi. Danzano con la morte. Credono nelle grandi comitive, nelle maschere e nel carnevale. Questo stato nano è grandioso nelle grandi sfilate di giganti.
Qui l’immagine vi guida verso le parole. Un paese così piccolo vi costringe a guardare oltre i confini. L’immaginazione è sempre stata una via di fuga. La pioggia e il cielo grigio creano una tela riconoscente. Il Belgio costituisce un terreno fertile per l’arte visiva.
I belgi mettono a nudo la realtà. Condividono i loro eterni istanti con i loro amati personaggi dei fumetti. Armati di senso dell’umorismo, fanno la guerra e mantengono la pace. La loro armatura è l’ironia, mai il cinismo. Il Belgio è un paese di surrealisti. Surreali e sovversivi, accumulano realtà alternative l’una sull’altra.”
Edith Cassiers

 

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook

I commenti sono chiusi.