CIO’ CHE RESTA

5 Giu 2014
Regia e drammaturgia Roberto Bacci
ispirato a La Montagna Incantata di Thomas Mann
interpreti Davide Fossati, Renzo Lovisolo, Savino Paparella, Luisa Pasello, Silvia Pasello, Silvia Rubes
Scene e costumi Màrcio Medina
costruzione scene Giordano Acquaviva
Luci Carlo Cerri
Direzione tecnica Sergio Zagaglia
responsabile della produzione Elina Pellegrini
consulenza drammaturgica Stefano Geraci
Assistente alla regia Annalisa D’Amato
collaborazione artistica Cacà Carvalho
Produzione Fondazione Pontedera Teatro, 2001
si ringraziano Carla Pollastrelli, Davide Russo, Monica Sereni
CIO' CHE RESTA

Una donna, nella sua età matura, sale sulla montagna dove, in un sanatorio, è ricoverata una sua parente.
Anche lei verrà addestrata alle regole di questo luogo.
Gli anni passano e l’incantamento di quel mondo tra la vita e la morte, finisce per suscitare in lei le domande: Di chi sei ? Da dove vieni ?

Ciò che resta: da “La Montagna Incantata” di Thomas Mann.
Le impronte lasciate durante le prove da alcuni personaggi del libro e raccolte dagli attori in 4 mesi di lavoro.
Hans Castorp, il giovane protagonista, e Joachim Ziemssen, il cugino coetaneo, interpretati da due attrici, gemelle e di circa 20 anni più anziane dei personaggi del romanzo.
L’eco di una frase: “Non voglio concedere alla morte il dominio sui miei pensieri”.

Ciò che resta: allontanandoci.
Ognuno di noi ha subito la perdita di una persona vicina.
Di fronte a questa perdita, ci poniamo di solito domande che nel tempo svaniscono.
Ma che cosa resta di loro allontanandoci?

Ciò che resta: della montagna.
“Si sale, si vede
si discende, non si vede più
ma si è visto”
R. Daumal

Ciò che resta: di un albergo di cura d’alta montagna.
Sei porte.

Ciò che resta: da ora alla morte.

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