COMPLEANNO

(ante-Compleanno: testimonial Giuseppe Affinito)
31 Ott 2018
Di e con Enzo Moscato
Scena e costumi Tata Barbalato
Voce su chitarra Salvio Moscato
Testo e regia Enzo Moscato
Organizzazione Claudio Affinito
Produzione Compagnia Teatrale di Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo
Durata 55 minuti
Foto F. De Marinis
Orari
ore 21.00
Dove:
Pontedera / Teatro Era
COMPLEANNO @ Pontedera / Teatro Era

Compleanno è lo storico lavoro di Enzo Moscato dedicato alla memoria di Annibale Rucello, In una commistione di assenza e delirio la scena si svolge in una stanza scarna, con un tavolo, due sedie, un attaccapanni verticale. Dolorosa, ma allo stesso tempo ironica, è la celebrazione della mancanza.
Una produzione Compagnia Teatrale di Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo.

Dedicato alla memoria di Annibale Ruccello, giovane drammaturgo tragicamente scomparso nel 1986, Compleanno sviluppa il doppio tema incrociato dell’assenza e del delirio, intesi entrambi come produzioni fantasmatiche fatte di parole, suoni, visioni, gesti, e mirati a colmare il vuoto, l’inanità dell’esistenza. O del teatro. Una specie di esercizio quotidiano del dolore, del controllo e di elaborazione della pulsione di morte, senza assumerne, però le condotte autodistruttive, ma sorridendone, talvolta godendone come una festa, un ciclico ricorrere di affinità elettive, di sconvolti, teneri ricordi.

Afferma Enzo Moscato: “Emotivamente, ho sempre “rifiutato” la morte di Ruccello. L’ho rimossa, negata, sin dai primi istanti successivi alla incredibile, terribile notizia, datami per telefono quella sera del 12 settembre 1986. E questo rifiuto, questa rimozione, questa negazione del suo svanire fisicamente dal mondo e da questa città (che, in verità, non l’ha mai amato, come non ama nessuno che voglia cambiarla o aiutarla a cambiarsi) continua a persistere in me, ancora tuttora, con una caparbietà e una tenacia infantili che, sono certo, dureranno fino a che avrò respiro, fino al giorno in cui anch’io, suo amico e suo complice a teatro, sarò chiamato a raggiungerlo là dove credo si è rifatto un’altra bella carriera. Qualcosa di avventuroso, ma che nulla ha a che fare coi teatranti. Me lo immagino ora, un trafficante d’armi, come Rimbaud dopo la grande stagione all’inferno della sua poesia, o cacciatore di tenebre esotiche, come i migliori eroi di Conrad”.


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