EDIPO

Edipo Re – Edipo a Colono
5 Nov 2016 - 6 Nov 2016
Glauco Mauri, Roberto Sturno
Di Sofocle
Con Ivan Alovisio, Elena Arvigo, Laura Garofoli, Mauro Mandolini, Roberto Manzi, Giuliano Scarpinato
Scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
Musiche Germano Mazzocchetti
Regia Andrea Baracco (Edipo Re)
Glauco Mauri (Edipo a Colono)
Produzione Compagnia Mauri Sturno – Fondazione Teatro della Toscana
Orari
sabato ore 21.00
domenica ore 18.30
Dove:
Pontedera, Teatro Era
Via Indipendenza
56025 Pontedera PI
Italia
EDIPO @ Pontedera, Teatro Era | Pontedera | Toscana | Italia

A distanza di vent’anni la Compagnia Glauco Mauri Roberto Sturno ritorna a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo, affidando la regia a due diversi registi: Glauco Mauri, per Edipo a Colono, e Andrea Baracco per Edipo Re.

Due registi, due generazioni a confronto, esempio di collaborazione e di continuità, oltre che condizione indispensabile per il futuro del teatro.

Una produzione Compagnia Mauri Sturno – Fondazione Teatro della Toscana.

Trama

Il dramma di un immeritato destino, l’ineluttabile infelicità umana, la follia dell’autodistruzione in nome di una giustizia superiore alle leggi umane nei tre capolavori del grande tragediografo greco. Edipo re è uno dei momenti piú alti del pensiero greco. Il re tebano che inconsciamente uccide il padre e sposa la madre, e che poi a poco a poco scopre i propri misfatti, non è solo il protagonista di un dramma scenico perfetto, ma altresí il simbolo dell’oscura vicenda dell’uomo, creatura di enorme e nessun valore. Ma quando Edipo a Colono riprende la storia e presenta il protagonista che, a distanza di anni, con l’unico sostegno della figlia Antigone, approda ad Atene per morirvi, il delitto e la sventura hanno trovato nella sofferenza la catarsi.

Note di regia

Alla fine del suo lungo cammino Edipo comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire. Edipo è pronto ad accettare tutto quello che deve accadere ed è pronto a essere distrutto purché sia fatta luce. Solo nell’interrogarci comincia la dignità di essere uomini. Convinti che il Teatro sia un’arte che può e deve servire “all’arte del vivere” affrontiamo queste due opere classiche per trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento per comprendere il nostro futuro. In un oggi così arido di umanità e di poesia questo è il nostro impegno e il nostro desiderio”.

Andrea Baracco, Glauco Mauri

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LUOGO


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