I BEI GIORNI DI ARANJUEZ

3 Mar 2018 - 4 Mar 2018
Dario Marconcini
Di Peter Handke
Con Dario Marconcini e Giovanna Daddi
Produzione Associazione Teatro Buti
Orari
21.00, domenica ore 17.30
I BEI GIORNI DI ARANJUEZ

Dario Marconcini e Giovanna Daddi operano ancora una volta una scelta coraggiosa nell’autore da mettere in scena. Con una sinfonia narrativa rigorosa e precisa presentano I bei giorni di Aranjuez di Peter Handke, scrittore e drammaturgo austriaco tra i più importanti scrittori contemporanei. Una produzione Associazione Teatro Buti.

Note di Regia

“Quello che ci affascina di questo testo, a parte la sua irrapresentabilità, è che qui, Handke, invece di essere quell’autore di pièces provocatorie che hanno contraddistinto il suo percorso teatrale, attraverso un dialogo estivo, calmo, quasi sospeso nel tempo e nello spazio, ci dà la possibilità, immobilizzando il corpo degli attori attorno a un tavolo, di lasciarsi andare, solo con la parola, ad onde di ricordi e visioni dove veglia e sogno sono presenti.
È per lo scrittore un segno di cedimento o l’apertura per un altro mondo?
Verso… où sont les neiges d’antan?
Solo attraverso le regole che scandiscono un gioco di domande/risposte, si possono ritrovare quelle nevi?
È nella mente dell’autore, nel mistero della sua scrittura che l’attore cerca di penetrare, assumendola su di sé e questo è il compito più difficile, ma solo così si possono toccare i fili di quella trama nascosta che ci avvicina e ci rivela il suo mondo.
Forse la vera provocazione di Handke qui sta nell’evocare qualcosa che si va perdendo e viene da citare Brecht quando diceva “tempi cupi quando discorrere di alberi è quasi un delitto”.
Ma, alla fine, Handke dà di nuovo spazio ai suoi fantasmi e questo paradiso perduto, questa quiete, dove la confessione, la sincerità, il sogno, le visioni, sono linfa vitale permessa, viene turbata dall’ irrompere là dentro di tutto il rumore di quel mondo da cui invano si vuol fuggire.
Il momento della contemplazione si smarrisce anche se l’incantamento e le domande sul mistero dell’esistenza restano immanenti come, non senza una certa ironia, l’ultima.
“Chi può sapere che cosa sonnecchia nelle segrete nebbie del tempo?”

Dario Marconcini

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook

I commenti sono chiusi.