I DUELLANTI

7 Mar 2016
Alessio Boni e Marcello Prayer
Di Joseph Conrad
Traduzione e adattamento Francesco Niccolini
Drammaturgia Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer, Francesco Niccolini
Con Alessio Boni, Marcello Prayer e con Francesco Meoni
Violoncellista Federica Vecchio
Maestro d'Armi Renzo Musumeci Greco
Musiche Luca D’Alberto
Scene Massimo Troncanetti
Costumi Francesco Esposito
Light designer Giuseppe Filipponio
Regia Alessio Boni, Roberto Aldorasi
Produzione GOLDENART production
Dove:
Pontedera, Teatro Era
Via Indipendenza
56025 Pontedera PI
Italia
I DUELLANTI @ Pontedera, Teatro Era | Pontedera | Toscana | Italia

Un romanzo esemplare, scritto da uno dei più grandi autori europei di primo Novecento: Józef Teodor Konrad Korzeniowski, meglio noto come Joseph Conrad, un polacco che, in inglese, racconta una sorprendente storia francese. Di più: napoleonica. L’affresco di un mondo, quello della cavalleria e degli eserciti ottocenteschi, che da lì a breve sarebbe stato spazzato via dalle nuovi armi e dalle nuove logiche militari del Novecento: l’introduzione di armi da fuoco a ripetizione e il super potere degli industriali nella gestione dei profitti di guerra avrebbero buttato all’aria antiche regole, l’etica militare, e reso smisurati gli eccidi sui campi di battaglia.
L’idea geniale di Conrad è che i due protagonisti non si fronteggiano sugli opposti versanti del campo di battaglia: sono ufficiali dello stesso esercito, la Grande Armée di Napoleone Bonaparte. Ussari, per l’esattezza. Per motivi a tutti ignoti – e in realtà banalissimi, al punto da rasentare il ridicolo – Gabriel Florian Feraud, guascone iroso e scontento, e Armand D’Hubert, posato e affascinante uomo del nord, inanellano sfide a duello che li accompagnano lungo le rispettive carriere, senza che nessuno sappia il perché di questo odio così profondo.
“Questa storia è un Fight Club ante litteram: uno scontro violento e inevitabile, desiderato, dove – in realtà – il tuo vero avversario non esiste”, scrive nelle note di drammaturgia Francesco Niccolini, “anzi, molto peggio: sei tu. Come se, nel momento di iniziare il duello, quando sei spalla a spalla, e fai i tuoi passi per allontanarti, nel voltarti verso il tuo Feraud, vedessi te stesso. E di quel duello ne hai più bisogno dell’aria che respiri. Senza, sei morto.”
E, proprio per il mistero che riescono a conservare, i due diventano famosissimi in tutto l’esercito napoleonico: non tanto e non solo per i meriti sui campi di battaglia di tutta Europa, quanto per la loro eroica fedeltà alla loro sfida reciproca, che li accompagnerà per vent’anni, fino al duello decisivo.

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