LA POLTRONA SCURA

Regia Roberto Bacci
Compagnia Laboratorio di Pontedera / Cacà Carvalho
Con Carlos Augusto Carvalho
Direzione tecnica Sergio Zagaglia
consulenza drammaturgica Stefano Geraci
Produzione Fondazione Teatro della Toscana
Si ringrazia per gli amichevoli consigli Alessandro D'Amico e per le scene e i costumi Màrcio Medina
LA POLTRONA SCURA

Dalla raccolta Berecche e la guerra, tre novelle di Pirandello:
I piedi sull’erba, La carriola, Il soffio

L’occasione per lo spettacolo

Nell’aprile 2002, ospiti del prof. Stefano Geraci, rappresentammo all’Università di Roma, in lingua portoghese, L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, interpretato dall’attore brasiliano Carlos Augusto Carvalho. Fu quella l’occasione per un incontro estremamente stimolante.
Alessandro D’Amico, grande studioso dell’opera di Pirandello, ci suggerì di indagare tra le novelle ‘noir’ dello scrittore siciliano, in modo da trovare il punto di partenza per un nuovo spettacolo. Abbiamo seguito il suo consiglio e, in collaborazione con Stefano Geraci, dopo circa un anno sono state scelte tre novelle, I piedi sull’erba, La carriola e, Il soffio: tre piccoli grandi capolavori.

Tre novelle in teatro

Luigi Pirandello che pensavamo, come molti, di aver già conosciuto limitandoci alla lettura dei suoi drammi, dei racconti e delle poche novelle lette in gioventù, ci ha mostrato, mentre lavoravamo a La poltrona scura, la sua faccia meno conosciuta e più inquietante, mettendoci di fronte ad uno specchio in cui è doloroso e tuttavia necessario a volte riconoscersi.
Ciascuna delle tre novelle si presta ad essere tradotta in azione teatrale: per il ritmo dinamico e fortemente drammatico della scrittura; per lo spazio fisico che Pirandello riesce di volta in volta a creare intorno all’azione del protagonista orientando precisamente il lettore e quindi nel nostro caso anche l’attore; per i finali a sorpresa che arricchiscono ciascuna novella di un vero e proprio colpo di scena.
Anche i temi toccati e sviluppati interiormente e socialmente dai protagonisti delle tre novelle sono quanto mai attuali: ne I piedi sull’erba, la solitudine di un padre restato vedovo ci fa avvicinare alla comprensione del crudele succedersi automatico delle generazioni e all’isolamento progressivo che esso comporta per chi vive l’ultima fase della vita; ne La carriola, attraverso la confessione di un inconfessabile piacere, il grande avvocato riconosciuto ed affermato smaschera la miseria della propria condizione umana in un crescendo di comica tragicità; ne Il soffio, forse la più magica e metafisica delle tre, il protagonista, socchiudendo il pollice e l’indice della mano destra, scopre, soffiandoci dentro, di avere il potere di togliere la vita. Da questo invisibile ed impunibile potere si svilupperà un’epidemia che finirà per distruggere lo stesso protagonista.
Per quanto riguarda la messa in scena, de La poltrona scura, potendo contare su una lunga collaborazione con Cacà Carvalho, è stato possibile porre al centro del lavoro, con apparente semplicità, il ritmo dell’azione e l’intensità del testo, senza per questo rinunciare a scoprire gli aspetti comici e grotteschi dei personaggi che volta per volta Cacà fa ‘apparire e danzare’ ruotando intorno ad una grande poltrona nera. Abbiamo mirato alla leggerezza, come a voler insinuare nelle storie una speranza, producendo un risultato ancora più inquietante. Come del resto è inquietante lo sguardo lucido, crudele e anche un po’ divertito di Luigi Pirandello sulla condizione umana.
Roberto Bacci

Rassegna Stampa (Vedi)

Tuttoteatro (Vedi)

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