LA RAGIONE DEL TERRORE

11 Gen 2019 - 12 Gen 2019
Testo Michele Santeramo
Con Michele Cipriani e Anna Chiara Ingrosso
Assistente alla regia Giulia Falzea
Scene e luci Bruno Soriato
Sonorizzazione Giorgio Distante
Realizzazione scene Mario Daniele
Regia Salvatore Tramacere
Produzione Cantieri Teatrali Koreja
Orari
ore 21.00
LA RAGIONE DEL TERRORE

Salvatore Tramacere dirige La ragione del terrore di Michele Santeramo, con Michele Cipriani e Anna Chiara Ingrosso. L’ambiente è un paesaggio fatto di grotte abitate da persone e non nella preistoria, ma nell’Italia di pochi decenni fa. In uno di quei posti in cui i sogni sembrano veri. Una storia sull’apparente inevitabilità di certe conseguenze.
Una produzione Cantieri Teatrali Koreja.

C’è un uomo che ha bisogno di farsi perdonare qualcosa. E chi non è in una condizione simile? Ha bisogno di farsi perdonare un fatto grave, qualcosa che lei, la donna, proprio non riesce a dimenticare. Per farlo, ha bisogno di raccontare quel che è successo a un pubblico, perché ciascuno tra i presenti comprenda la ragione del terrore.
Sembra un destino connaturato all’uomo: si reagisce al male subito con il male, in una spirale che sembra essere senza soluzione. Se hanno distrutto la città in cui vivevi, se hanno ammazzato i tuoi, se ti hanno costretto a lasciare tutto e scappare, come vuoi reagire? Come ti aspetti che reagisca una persona in questa condizione?
Tutto, secondo Vittorini, è profondamente nell’uomo. Il male non esisterebbe se non fosse nell’uomo, nel singolo uomo. E allora, se è così, anche la soluzione al male deve essere nell’uomo. Lo spettacolo prova a ragionare su questi temi, per capire se esiste una ragione al terrore provocato, al dolore, alla violenza. C’è una ragione? E se sì, è condivisibile? Un racconto sull’apparente inevitabilità di certe conseguenze, perché ci sono storie che nella loro linearità sembrano semplici. E poi non bisogna stupirsi quando deflagrano, perché era prevedibile.
Questo è un paesaggio fatto di grotte abitate da persone. È un racconto accaduto in Italia pochi decenni fa e non è ambientato nella preistoria. In posti come questo i sogni devono essere veri. Che poi, i sogni, se non fossero vita vera, perché ci farebbero sudare, palpitare ed emozionare? E qui, sono rimasti solo i sogni a dare speranza alle giornate.
Riflettendo intorno a questi temi, abbiamo scoperto che c’è una soluzione umana, profondamente umana: forse si chiama stanchezza, forse codardia, forse solo necessità di sottrarsi, di farsi da parte; c’è, forse, una maniera per scardinare ogni ragione del terrore.


I commenti sono chiusi.