ODISSEA

5 Giu 2014
Regia e Testo César Brie
Compagnia TEATRO DE LOS ANDES
Con Nestore, Antinoo, Alcinoo, Tiresia, Laertes, Argos, Femio, migrante Lucas Achirico
Ulisse, Procio, Menelao, migrante Gonzalo Callejas
Penelope, Ermione, Coppiera, migrante, funzionaria, vacca Mia Fabbri
Atenea, Elena, Circe, migrante Alice Guimaraes
Calipso, Schiava, Procio, Anticlea, migrante, funzionaria, vacca Karen May Lisondra
Afrodita, Schiava, Euriclea, troyana, migrante, anima, funzionaria, vacca Paola Oña
Zeus, Eurimaco, Polifemo, fidanzato, marinaio, anima, migrante Ulises Palacio
Telémaco, marinaio, anima, migrante Julián Ramacciotti
Nausicaa, Melanto, troyana, migrante, anima, funzionaria, vacca Viola Vento
Costumi Giancarlo Gentilucci, Teatro de los Andes
Scenografia Gonzalo Callejas
Musiche Pablo Brie
direzione musicale Lucas Achirico
organizzazione Giampaolo Nalli, Marina Chávez Prudencio
Aiuto regia Daniel Aguirre, Alice Guimaraes
testo, regia, luci César Brie
Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione / Fondazione Pontedera Teatro 2009
in collaborazione con Armunia Festival - Castiglioncello
ODISSEA

Per affrontare l’Odissea abbiamo seguito l’esempio di Penelope: intrecciato fili diversi per creare la nostra trama.
Un nodo di fili è stato preso dal mito di Omero: il viaggio, lo smarrimento, la guerra, l’assenza, la passione amorosa, la fedeltà, la lotta, il naufragio (simbolico e reale), la famiglia, la ricerca del padre, il sogno, l’attesa, l’amore adolescente, la perdita dei figli, il profitto di guerra, la ricerca della identità, l’ invasione, la brutalità, l’assedio alla donna, l’abuso, la vendetta, la guerra civile.
Chi pensa che questi temi siano di altre epoche, dovrebbe soltanto guardarsi intorno  e cercare di capire le vicende umane nascoste nella folla che ogni giorno cerca il modo di entrare nel primo mondo, in cerca dei diritti elementari che gli sono negati nei propri paesi, e oggi, purtroppo, anche nella grigia, triste e deludente terra promessa.

Da qui parte il secondo nodo della nostra ricerca: Ulisse è anche il migrante, i mostri che trova sono i mostri cui vanno incontro quelli che partono in cerca di un destino migliore. Antifate è il treno che divora i pezzenti che, accalcati sulla sua groppa, attraversano il Messico per arrivare alla frontiera, Polifemo è il capo della “Mara Salva Trucha” che estorce, violenta ed assassina, i migranti; Cariddi sono le acque del golfo di Guatemala, dove affogano quelli che dalla Colombia fanno la traversata via mare (ed in Europa Cariddi sta a Puerto Palos, in Gibilterra, nelle coste della  Puglia e della Calabria, in quelle atlantiche di Cadice, ecc). Scilla sono i cani guardiani in qualsiasi frontiera; le sirene e l’Ade sono il canto di casa, la suprema nostalgia.
L’altro nodo di fili è stato affrontare questi paradigmi partendo da noi stessi, dal nostro presente. Cosa significhi per noi oggi,  migrare, tornare, aspettare, viaggiare, affrontare i mostri, vendicarsi, abusare, cercare.
Dietro la vicenda raccontata da Omero, dietro le parole di molti personaggi, vibrano risposte, metafore e immagini che appartengono ai giovani che hanno costruito questo lavoro interrogando la propria, piccola povera e nascosta Odissea.
L’ultimo nodo di fili è stata la Bolivia di oggi, un paese che cambia in modo drammatico, dove ogni mese si rischia il confronto violento e ad ultimo momento si trovano le forme di evitarlo. Un paese attraversato da tensioni fortissime, speranze rinate e cambiamenti radicali.
La profezia di Tiresia non è quella di Omero, è una descrizione della Bolivia come oggi la vedrebbe uno che ci ritorna dopo vent’anni. La cacciata e umiliazione di Ulisse per mano dei pretendenti ha il tono e le parole delle aggressioni razziste che oggi imperversano nel nostro paese.
La odissea di Omero finisce con una guerra civile che Zeus ed Atenea interrompono. Nella nostra Odissea non esiste nessun Deus ex Machina. La guerra incombe e ognuno dovrebbe fare i conti con ciò che essa significa.
Avrei voluto finire questo lavoro un anno e mezzo fa, quando l’ho cominciato. Le cose che erano nell’aria  stanno precipitando. Il sogno di una società diversa si scontra con una brutale opposizione e non sappiamo ancora quale sarà il risultato. Anche di questo momento, capitale per il nostro martoriato paese, questo lavoro è testimone.

César Brie

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook

I commenti sono chiusi.