PERCHE’ NON BALLATE?

31 Ott 2014 - 1, 2 Nov 2014 - 7, 8, 9 Nov 2014 - 21, 22, 23 Nov 2014 - 5, 6, 7 Dic 2014
Liberamente ispirato ai racconti di Raymond Carver

Giorni dello spettacolo

  • 31 Ott 2014
  • 1 Nov 2014
  • 2 Nov 2014
  • 7 Nov 2014
  • 8 Nov 2014
  • 9 Nov 2014
  • 21 Nov 2014
  • 22 Nov 2014
  • 23 Nov 2014
  • 5 Dic 2014
  • 6 Dic 2014
  • 7 Dic 2014
Regia Anna Stigsgaard
Drammaturgia Gabriele Di Luca
Con Michele Altamura, Roberto Capaldo, Catia Caramia, Silvia Tufano
Scene e luci Erica Artei
Direzione tecnica Sergio Zagaglia
Produzione Fondazione Pontedera Teatro
Dove:
Pontedera / Teatro Era
PERCHE’ NON BALLATE? @ Pontedera / Teatro Era

In un mondo senza speranza e senza disperazione i personaggi di Carver soffrono un disagio che non si può ben capire: insonni, disoccupati, ipocondriaci, alcolizzati, senza soldi, infelici, non sanno come migliorare le loro vite perché non arrivano a formulare il male che li colpisce; è un disagio planetario da cui vorrebbero scappare ma non sanno come. Così assomigliano a tutti noi che vorremmo sempre andare altrove, portandoci comunque, sempre dietro, noi stessi, come delle scatole pesanti ed ingombranti.
Ci sono temi, personaggi, sogni, ossessioni che legano i singoli racconti e le poesie di Raymond Carver. Con Perché non ballate? abbiamo cercato di seguire questi sentieri sotterranei, ma anche di crearne di nuovi, attraverso la scrittura di Gabriele Di Luca e il lavoro degli attori. Ci siamo messi alla ricerca di tutto il mistero e tutta l’impotenza del mondo carveriano, dove niente può mitigare il fatto che gli esseri umani si sentono spodestati nella propria vita: qualsiasi cosa accada, resta per loro lontana ed irrilevante come se la vita non fosse del tutto reale, pur continuando a provocare inquietudine e dolore.

Raymond Carver

Raymond Clevie Carver Jr.

(Clatskanie, 25 maggio 1938 – Port Angeles, 2 agosto 1988) è stato uno scrittore, poeta e saggista statunitense.

Carver è stato un maestro della narrativa breve e viene considerato il capostipite del minimalismo letterario americano. I suoi racconti hanno per protagonisti individui umili, spesso disperati, che si dibattono e si trascinano tra le difficoltà della vita dell’America di provincia. Con la sua scrittura lineare ma attentamente e finemente cesellata, Carver indirizza il lettore attraverso le coltri di grigia quotidianità per svelargli, improvviso, solo per un attimo, quel poco di poesia che resta nelle piccole vite descritte.
Nella poesia c’è la radice profonda della sua ispirazione letteraria, una poesia fortemente concentrata sulla vita quotidiana, di cui, attraverso l’uso di un linguaggio ordinario, riesce a esprimere efficacemente le tensioni fondamentali: un certo spaesamento esistenziale, la paura della morte, il bisogno di essere amato, di essere salvato, di comunicare in modo sincero.
L’espressione è frutto di quella sorta di necessità interiore che contraddistingue l’ispirazione artistica umana e incarnata. Accostarsi alla scrittura di Carver significa, dunque, comprendere come la letteratura sia una reale questione di vita o di morte.
Nel 1976 scrisse il racconto Con tanta di quell’acqua a due passi da casa che ispirerà uno dei più riusciti e commoventi episodi del film Short cuts (in Italia immesso sul circuito cinematografico con il titolo America oggi) che il regista Robert Altman realizzerà nel 1991 intrecciando nove racconti e una poesia di Carver.

foto di Simone Rocchi

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