L'INVENZIONE DELLA SOLITUDINE

21 Feb 2014
Di Paul Auster
adattamento e regia Giorgio Gallione
Con Giuseppe Battiston
Scene e costumi Guido Fiorato
Musiche Stefano Bollani
Produzione Teatro dell’Archivolto / Teatro Stabile di Genova
Dove:
Pontedera / Teatro Era
L'INVENZIONE DELLA SOLITUDINE @ Pontedera / Teatro Era

“L’invenzione della solitudine”
copyright (c) 1982 Paul Auster
edito in Italia da Giulio Einaudi Editore

“un giorno c’è la vita… poi, d’improvviso, capita la morte”

Dal romanzo / memoriale di Paul Auster, un monologo che riflette sulla difficoltà di essere figli e padri e su come il caso impercettibilmente governi le nostre vite. 

Qualche settimana dopo l’inattesa morte del padre, il protagonista si ritrova nella grande casa di un genitore quasi estraneo, che ha abbandonato da anni la famiglia per ritirarsi in una solitudine caparbiamente distaccata dal mondo e dagli affetti. Così, riscoprendo un padre semisconosciuto e assente attraverso tracce labili, oggetti e carte, ritrova i frammenti di un’esistenza estranea, che è in parte anche la propria, ripercorrendo la vita di un uomo che si è nascosto dal mondo. Una ricerca del padre scomparso che lo costringe a fare i conti con una perdita, una mancanza che lo strazia come persona e come figlio. Ma “la musica del caso” vuole che lui stesso, proprio in quei giorni, stia per abbandonare la moglie e, ineluttabilmente, anche l’amatissimo figlio: in un mosaico di immagini, coincidenze e associazioni il passato si rispecchia nel presente.

“Ricordo che a 5 anni mi ero dato un nuovo nome, John, perché tutti i cowboy si chiamavano John, e ogni volta che mia madre mi chiamava usando il nome vero io rifiutavo di rispondere. Ricordo che mi sarebbe piaciuto essere uno scoiattolo, perché volevo essere leggero e capace di balzare di albero in albero come volando. Ricordo che il mio colore preferito era il verde, e che ero certo che il mio orsetto avesse nelle vene sangue verde.

E poi ricordo mio padre, come si protendeva sulla tavola per mangiare, con le spalle rigide, in un atto che gli serviva solo per alimentarsi, senza mai gustare il cibo”.

Vincitore di due premi Ubu e di tre David di Donatello, Giuseppe Battiston (Udine 1968) divide la sua carriera tra il cinema e teatro. Inizia sul palcoscenico, nel 1986 già ottiene l’Ubu come miglior attore non protagonista per Petito Strenge. Dopo il debutto sul grande schermo in Italia – Germania 4-3 (1990), inizia la collaborazione con Silvio Soldini che lo inserirà in molte delle sue pellicole: da Un’anima divisa in due, Le acrobate, Pane e tulipani (2000, David di Donatello come miglior attore non protagonista, premio che otterrà di nuovo nel 2007 con Non pensarci di Zanasi e nel 2010 con La passione di Mazzacurati), ad Agata e la tempesta, Giorni e nuvole e Cosa voglio di più. A teatro, che non ha mai abbandonato nonostante il successo cinematografico, recentemente è stato protagonista di Orson Wells’ Roast (2009, premio Ubu come miglior attore), Diciottomila giorni. Il pitone con Gianmaria Testa e Macbeth prodotto dal Teatro Stabile di Torino.

Paul Benjamin Auster (Newark, 1947) è uno scrittore, saggista, poeta, sceneggiatore e regista statunitense

Nato da famiglia ebrea di origini polacche, cresce nei sobborghi di Newark e durante l’adolescenza inizia a scrivere le prime poesie. Il suo ultimo anno di liceo è anche quello in cui la famiglia si smembra. Per due anni e mezzo Auster vive tra Parigi, Italia, Spagna e Irlanda (dove si si reca per “ragioni che c’entravano unicamente con James Joyce”).

La sua carriera di scrittore di romanzi inizia nel 1979 proprio con L’invenzione della solitudine); nel 1985 arriva la consacrazione a livello internazionale con la Trilogia di New York, composta da Città di vetro, Fantasmi e La Stanza Chiusa. Da questo momento Paul Auster diviene uno scrittore di culto e dalle poliedriche attività: scrive per il cinema (Smoke e Blue in the face) e diviene regista (Lulu on the Bridge).

Foto di Bepi Caroli

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