AL FORESTÉR

31 Gen 2015
Di Matteo Bacchini
con e regia di Savino Paparella
Produzione Teatro del Tempo
Direzione tecnica Antonio Rocco Buccarello
collaborazione artistica Elisa Cuppini
Disegno luci Emiliano Curà
progetto sonoro Dario Andreoli
registrazioni audio Massimiliano Sacchetti
voci Giancarlo Ilari, Carlos Gil Fernàndez, Simonetta Checchia, Antonio Rocco Buccarello, Marco Musso
Dove:
Pontedera / Teatro Era
AL FORESTÉR @ Pontedera / Teatro Era

durata 65’

Al forestér è Antonio Cieri: soldato di leva, ferroviere, anarchico, antifascista, morto su una collina spagnola in un giorno di aprile. Al forestér è un attore solo che è tante voci diverse. Al forestér è un’idea di libertà.

In piazza Castello a Torino c’è il monumento alla III Armata: soldati di ferro alti due metri, con la mascella volitiva e lo sguardo all’orizzonte, circondano il Duca d’Aosta che li comandava durante la I Guerra Mondiale.

Anche Cieri ha combattuto nella Grande Guerra, ma non aveva la mascella volitiva. Era un ragazzo coraggioso e spaventato, che non capiva come si potesse morire a vent’anni per conquistare una trincea e poi diventare la statua di ferro che guarda con riconoscenza un Savoia circondato dai piccioni.

Al forestér è la storia di come un ragazzo diventa un uomo. E di come un uomo diventa un uomo libero.

Una storia che oggi sarebbe eccezionale: i moti di Ancona, le barricate di Parma, l’esilio in Francia e la guerra di Spagna, sempre dalla parte sbagliata, dalla parte degli sconfitti. Una vita accidentale. Una vita piena di immaginazione. La nostra storia di Cieri è accidentale e piena di immaginazione: i fatti che lo hanno visto protagonista si fermano un momento prima di diventare retorica, sguardi di ferro all’orizzonte, e lasciano il posto alla storia personale di Cieri, una storia che nessuno conosce (perché di Antonio Cieri sono rimaste pochissime notizie) e che abbiamo immaginato mettendoci dal punto di vista di un uomo che pensava poesie. Italo Balbo, Mussolini, Francisco Franco sicuramente pensavano cose diverse. Non può essere che così. E da qui siamo partiti per raccontare la vita di un uomo che credeva nella vita: una vita libera. Come Antonio Cieri, che pensava poesie in abruzzese e combatteva sempre dalla parte sbagliata. Forestiero dappertutto, a casa in ogni luogo.

 

Bel testo, coinvolgente… un eccellente lavoro registico e interpretativo, carico di tensione, di energia… tante emozioni che nascono dal flusso del racconto. Bravissimo Savino Paparella.
Valeria Ottolenghi, GAZZETTA DI PARMA

Ho pianto durante lo spettacolo. Paparella è un grandissimo attore e lo spettacolo andrebbe replicato più e più volte. Tutta questa parte della nostra storia purtroppo si impara poco a scuola. Il teatro è il luogo ideale dove proseguire le lezioni. Dove imparare le emozioni. Il teatro ci salverà.”
Cesare Pastarini, GAZZETTA DI PARMA

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 18 tel. 0587.55720/57034 / mail: reservations@pontederateatro.it

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LUOGO


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