QUARTETT

5 Giu 2014
Regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti
Traduzione Saverio Vertone (ed. Ubulibri)
voci Annalisa Bianco, Gaetano D’Amico
corpi Veronica Landi, Antonio Barretta
passanti Norma Angelini, Sonia Brunelli
Scene e costumi Horacio De Figueiredo
suono Otto Rankerlot
edizione suono Silvio Puzzolu
realizzazione scene Norma Angelici, Sonia Brunelli
Costumi Marco Caboni
direzione organizzativa Costanza Boccardi
Produzione Egumteatro / Fondazione Pontedera Teatro / Festival Crisalide / Comune di Abbadia S. Salvatore – Assessorato alla Cultura e con il contributo della Regione Toscana – Dipartimento delle Politiche Formative e dei Beni Culturali, 2002
QUARTETT

“Se so cosa voglio dire lo dico senza bisogno di mettermi a scrivere”.
H. Muller

Nella breve storia di Egumteatro non si è mai dato il caso di un testo teatrale “messo in scena”, cioè portato integralmente in palcoscenico. Il percorso è stato sempre lo stesso: a partire da un testo o da alcuni testi di un medesimo autore, ci si lascia condurre dalle molte possibilità offerte, dalle infinite (o finite) possibili variazioni.
In questo caso è diverso.
Nelle parole di Quartett di Heiner Muller ci sono già tutte le strade percorribili tracciate. Questo accade sicuramente perché Muller usa la sua scrittura non per affermare un dogma teatrale bensì per verificare la labilità della scena. Non c’è certezza che il teatro, lo spettacolo siano lì. In un’intervista a Doris Glaser, Muller dice:
“La torta è buona se tutti gli ingredienti si accordano tra di loro. Una torta cattiva esiste ma se nessuno la mangia che senso ha la sua esistenza. Dunque non esiste. Nel teatro accade lo stesso. Tutto è lì tranne che il teatro. Io scrivo per cercare il momento-teatro che non è lì”.
Questa affermazione è per noi fondamentale, perché lo spettacolo si occupa della materia per potersi concentrare sulla sensazione, su ciò che è effimero.
Quartett di Heiner Muller è una delle più belle variazioni delle Relazioni Pericolose di Laclos e il romanzo di Laclos è fortemente influenzato dalle Passioni dell’anima di Cartesio.
Cartesio, Laclos e Muller sono tre raffinati anatomisti dell’animo umano. Dissezionano il cadavere dell’IO, ne estraggono le interiora, le esaminano attentamente per arrivare alla conclusione che tutto funziona attraverso un indecifrabile mistero. Non basta la conoscenza delle differenti parti, l’essere umano è “essere nell’enigma”.

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