RIEN NE VA PLUS
matinée

30 Mar 2017
Ispirato a un racconto di Alberto Di Lupo
Di e con Marina Romondia
Regia Nicoletta Robello Bracciforti
Drammaturgia della scena Nicoletta Robello Bracciforti, Marina Romondia
Disegno luci Maurizio Coroni
Musiche originali Arturo Annecchino
Sonorizzazioni audio Raffaele Natale
Realizzazione Scene Luigi Di Giorno
Foto di scena Alice Casarosa
Produzione Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro
Centro di Produzione Teatrale
Orari
10.00
Dove:
Pontedera, Teatro Era
Via Indipendenza
56025 Pontedera PI
Italia
RIEN NE VA PLUS <br>matinée @ Pontedera, Teatro Era | Pontedera | Toscana | Italia

In scena appaiono due personaggi, Martina e la nonna, che si muovono in uno spazio mutevole che segue la narrazione e disegna nuovi spazi. Martina è apparentemente una bambina come tante, ma con una peculiarità, una passione spropositata per il gioco d’azzardo.

Che cos’è il gioco d’azzardo? Chi è il giocatore? Sacro o diabolico, all’origine del fascino del gioco vi è certamente qualcosa che rasenta il soprannaturale.

Una produzione Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro Centro di Produzione Teatrale.

Trama

La storia di Martina, una ragazza come tutte le altre ma con una particolarità; Martina è una giocatrice. Il gioco, quello d’azzardo l’accompagna in tutte le tappe della sua vita.
Il gioco si, lui solo la fa sentire viva, lui solo può rendere tangibile l’illimitatezza del possibile. E Il possibile è lo spazio stesso della libertà e per Martina l’atto del gioco è l’affermazione suprema e derisoria della sua libertà. Ma questa libertà è assurda e vuota, un’illusione mortale.
La roulette, la regina di tutti i giochi, crea e distrugge fortune effimere suggerendo con il suo movimento circolare l’instabilità e la fragilità dell’esistenza umana.
Che cos’è il gioco d’azzardo? Chi è il giocatore? Sacro o diabolico all’origine del fascino del gioco vi è certamente qualcosa che rasenta il soprannaturale…

Note di regia

“Che cos’è il gioco, o meglio l’azzardo che del gioco è la febbre essenziale, se è vero che sembra far parte della natura umana tanto da far apocrifa comparsa anche nella storia di Cristo con le sue vesti di condannato a morte contese a dadi dalle guardie ai piedi del Golgota?
Martina sembra non aver dubbi; è il brivido. La straziante tensione verso il piacere, il momento di sospensione che precede l’appagamento del desiderio. Questo è ciò che Martina ricerca su tutto e al quale tutto è pronta a sacrificare.
Il bel testo che Marina Romondia scrive a partire dalla sua personale esperienza dimoderatore di siti dedicati al gioco d’azzardo, frequentati da centinaia di persone dominate da quella tensione solitaria, va a fondo. Protagonista ne è Martina, una ragazza come tante, che vive con la nonna e attraversa esperienze e scelte che segnano come in una sequenza cabalistica i suoi 17, 21 e 24 anni, dando via libera alla vertigine di giocare e puntare sempre di più. Giocare per Martina non ha niente a che fare con la vincita o la perdita, che si equivalgono e sono solo il trascurabile esito dell’atto di giocare, quanto appunto con quella natura che evocata nella sua essenza e lasciata libera di fluire, senza argini, fa paura.”

Nicoletta Robello Braccaforti

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LUOGO


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