RUT

5 Giu 2014
Regia Silvia Pasello
Ispirato al Libro di Rut dell’Antico Testamento
Con Luisa Pasello, Claudia Melli e Maria Pasello
e con la partecipazione di Ares Tavolazzi
Scenografia Riccardo Gargiulo, luci Enrico Bagnoli, costumi Silvia Pasello
Musiche originali Ares Tavolazzi
Drammaturgia Silvia Pasello, Luisa Pasello e Claudia Melli
Produzione Fondazione Pontedera Teatro / Comune di Peccioli 2002
RUT

Compagnia Laboratorio di Pontedera

Si dissolveranno le torri
Le cui cime toccano le nubi
I sontuosi palazzi
I solenni templi

… al pari di questo spettacolo svanito
non lasceranno dietro di sé
la più piccola traccia.

(La Tempesta, atto IV, scena I)

Cammino lentamente. Cammino con attenzione su minuscoli marciapiedi. I vestiti mi si appiccicano addosso per il caldo malgrado ora si sia alzato un forte vento.
Lentamente arrivo all’appuntamento, dalle parti della sinagoga.
La via dove mi fermo è tranquilla, sono in anticipo.
Nella parte alta di una casa una finestra sbatte nel vento e manda riflessi, abbacinandomi.
Il lampo è nell’infanzia. Ecco subito. Sono piccola, una bambina, con i genitori in campagna a trovare dei parenti. si gioca sull’aia con altri coetanei. Alcuni di loro, muniti di specchietti, raccolgono i riflessi del sole e ci abbagliano. E’ una nuova e meravigliosa esperienza.
Riguardo la finestra in attesa di un nuovo raggio, mi accorgo che qualcuno l’ha fermata.
Arrivano i miei amici, allegri e veloci mi sorprendono. Si mangia qui a due passi mi dicono. Ceniamo dagli ebrei.
Siamo da Rut, ristorante kasher. Mi interrogo sul nome, un amico con mio stupore mi dà un piccolo libro: il libro di Rut. E’ tradotto da Erri De Luca, aggiunge.
Lo leggerò questa sera, mentre torno a casa in treno, mi dico. E so che lo farò.

Sono arrivata per caso al libro di Rut, a questo racconto semplice ed essenziale che pur narrando di lutti, carestie, emigrazioni ed esili, si sviluppa sempre a lato del tragico. Vi si traccia un destino, quello di Rut, a cu è legata la stirpe di Davide.
E tutto questo senza l’intervento diretto del divino, fuori dalle profezie e dai “crimini” degli uomini. Oltre gli enigmi. Nella calma di un universo femminile che appare quasi immobile, come in quell’aia assolata della mia infanzia.

Si può giungere a Rut?
E’ difficile a dirsi. Abbiamo però trovato in lei un nome a cui legare un’intuizione, a cui affidare un inizio, una ri-generazione, per altre forme, per nuove figure, per provare altre voci e ridisegnare un percorso.

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