SVEGLIAMI

Prima Nazionale
10 Apr 2019 - 14 Apr 2019
Drammaturgia Michele Santeramo
Con Elisa Cuppini, Maurizio Donadoni, Francesco Puleo
Costumi Elena Bianchini
Oggetti di scena Daniela Giurlani
Musiche Ares Tavolazzi
Luci Orlando Bolognesi
Realizzazione costumi Laboratorio d'Arte del teatro della Pergola
Allestimento Stefano Franzoni, Fabio Giommarelli, Sergio Zagaglia
Assistente alla regia Silvia Tufano
Regia e spazio scenico Roberto Bacci
Foto di scena Marco Caselli Nirmal
Parrucche Audello Teatro
Collaborazione Associazione culturale Aperta
Produzione Fondazione Teatro della Toscana
Si ringraziano Augusto Timperanza, Francesca Della Monica e Marzio Medina
SVEGLIAMI

Avvertiamo gli spettatori che il debutto dello spettacolo “Svegliami” di Roberto Bacci, previsto per aprile, è stato rimandato al mese di ottobre 2019. Presto ulteriori dettagli.

Svegliami, scritto da Michele Santeramo e diretto da Roberto Bacci, è una riflessione su un mestiere prezioso, il teatro, che ci offre l’occasione di sembrare vivi, e poi di provare ad esserlo davvero.
Una produzione Fondazione Teatro della Toscana.

“Eppure sembriamo tutti svegli. C’è chi rincorre denaro, chi parte per un fronte, chi lascia passare il tempo, chi prende a schiaffi un figlio. Sembriamo presenti, vivi, ecco: sembriamo vivi. Qui c’è qualcuno che si è reso conto, pienamente, che questo nostro sembrare svegli è in realtà l’abitudine al sonno. Nemmeno al sogno, semplicemente al sonno.
Qui c’è qualcuno che si è reso conto che non siamo svegli per niente, che abbiamo nel profondo qualcosa che sonnecchia e non sa dirsi, e quel qualcosa ha a che fare con la nostra più profonda natura, con il nostro essere più intimo.
Qui ci sono mestieranti di teatro, e uno tra loro ha capito che ci dev’essere qualcosa di più importante in questo mestiere, qualcosa che ha a che fare con questo svegliarsi. Alla fine di uno spettacolo, una sera, mi si è avvicinato un ragazzo. Ha detto, semplicemente: io ho sempre pensato che voi, quelli che fate questo mestiere dello spettacolo, siete gente che in fondo non vuole fare niente; stasera ho capito che fate: approfondite, cercate, per tanto tempo, e noi possiamo venire qua, guardarvi, e prenderci quel che avete capito; perché noi dobbiamo correre, fare i nostri mestieri; perché noi siamo treni, voi potete essere le stazioni.
Già, deve essere così, e siamo noi stessi a dovercelo ricordare ogni giorno: facciamo un mestiere prezioso, che ci offre l’occasione di sembrare vivi, e poi di provare ad esserlo davvero”.
Michele Santeramo

“Oggi il Teatro sembra sempre più ritirarsi dietro la “quarta parete” per trasformarsi in Spettacolo piuttosto che proseguire con i propri strumenti alla ricerca delle domande sull’Uomo.
SVEGLIAMI vuole essere un richiamo artistico e filosofico alla tradizione dei Maestri del 900, una forma di resistenza nei confronti di coloro che chiedono all’arte teatrale di uniformarsi allo spirito dei tempi.
La lezione dei grandi Maestri del secolo scorso, che avevano aperto nuove prospettive per il lavoro dell’attore e per la relazione con lo spettatore è pressoché dimenticata.
E’ come se la storia delle grandi rivoluzioni culturali e teatrali del secolo scorso si stia trasformando in Restaurazione: cioè in un sistema dello Spettacolo utile a produrre consenso. Dallo “spettatore” come interlocutore privilegiato di un dialogo con l’attore, siamo tornati all’applauso di un pubblico indifferenziato sul modello televisivo.
SVEGLIAMI indaga, oltre che il confronto tra Teatro e Spettacolo, anche le scelte che lo spettatore, in quanto individuo, è chiamato a fare ogni giorno nella propria vita tra la cosiddetta realtà, così come ci appare, ed una possibile “verità” da ricercare dietro le apparenze.
SVEGLIAMI ci interroga sul “ruolo” che ognuno di noi accetta di rappresentare nella vita, il “personaggio” con cui ci si identifica e la “persona” (l’io sono) che dobbiamo conquistare per poter Essere.
Nel Teatro, in cui i “ruoli”, i “personaggi” e le “persone” prendono vita professionalmente sulla scena, è possibile costruire lo specchio più adatto per osservare noi stessi, distratti nella vita quotidiana, con la necessaria crudeltà.
Così in un Teatro alla ricerca di domande, l’attore e lo spettatore possono togliersi per qualche momento la maschera e rivolgersi reciprocamente la preghiera: SVEGLIAMI!”
Roberto Bacci


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