Calendar

Feb
21
Mar
VARIAZIONI ENIGMATICHE
Feb 21 - 21:00
VARIAZIONI ENIGMATICHE

Dalla penna di Eric-Emmanuel Schmitt – drammaturgo, romanziere e filosofo – un thriller psicologico, una partita a scacchi dei sentimenti, giocata sul filo del rasoio da due personaggi, lo scrittore premio Nobel Abel Znorko, che ha scelto di isolarsi dal mondo, e il giornalista Erik Larsen, che vuole strappargli un’intervista esclusiva.

Un thriller psicologico, un face-à-face inesorabile, dove in un costante scambio dialettico tra illusione ed elusione (nel senso antico di in-ludo ed ex-ludo, mettersi in gioco e contemporaneamente fuori gioco) due uomini si sfideranno alla ricerca della verità. Ma, come ci suggerisce Schmitt, ammaliandoci con la sua poetica intrisa di umana fraternità, siamo sicuri che la verità riveli più delle menzogne?

Feb
22
Mer
VARIAZIONI ENIGMATICHE
Feb 22 - 21:00
VARIAZIONI ENIGMATICHE

Dalla penna di Eric-Emmanuel Schmitt – drammaturgo, romanziere e filosofo – un thriller psicologico, una partita a scacchi dei sentimenti, giocata sul filo del rasoio da due personaggi, lo scrittore premio Nobel Abel Znorko, che ha scelto di isolarsi dal mondo, e il giornalista Erik Larsen, che vuole strappargli un’intervista esclusiva.

Un thriller psicologico, un face-à-face inesorabile, dove in un costante scambio dialettico tra illusione ed elusione (nel senso antico di in-ludo ed ex-ludo, mettersi in gioco e contemporaneamente fuori gioco) due uomini si sfideranno alla ricerca della verità. Ma, come ci suggerisce Schmitt, ammaliandoci con la sua poetica intrisa di umana fraternità, siamo sicuri che la verità riveli più delle menzogne?

Mar
7
Mar
IL FIGLIO
Mar 7 - 21:00
IL FIGLIO

Foto Achille Le Pera

Dopo Il Padre Piero Maccarinelli dirige Il Figlio di Florian Zeller con Cesare Bocci, Galatea Ranzi, Giulio Pranno, Marta Gastini. Il testo fa parte di una trilogia che comprende anche La Madre, lavori non collegati fra loro se non dal numero dei personaggi e dalle implicazioni umane e sociali. 

Mentre nel Padre venivano analizzati i rapporti familiare in relazione all’Alzheimer, qui Zeller ci conduce sul terreno delle incomprensioni generazionali. È un’opera che conquista grazie non solo alla bellezza del linguaggio, ma alla capacità di introspezione, ai rimandi fra un personaggio e l’altro, al manifestarsi delle loro debolezze delle loro incapacità di capire sé stessi e gli altri. 

Trama

Nicola frequenta l’ultima classe del liceo e vive a casa della madre Anna. Suo padre Piero ha appena avuto un altro figlio con la sua nuova compagna Sofia. Anna informa il padre che Nicola da tre mesi non ha più frequentato il liceo e secondo lei ha una depressione adolescenziale. Piero ne parla con Nicola che esprime il desiderio di andare a vivere da lui e Sofia. Piero a quel punto decide di cambiare la scuola a Nicola e si dà da fare per quanto può per ridare a Nicola il gusto di vivere.

Note di regia

“Il testo di Florian Zeller fa parte di una trilogia Il PadreLa MadreIl Figlio; testi non collegati fra loro se non dal numero dei personaggi – 6 – e dalle implicazioni umane e sociali. Il Padre da me diretto in Italia con Haber nel ruolo del titolo è poi diventato un film con Anthony Hopkins che ha vinto l’Oscar e una sceneggiatura firmata da Zeller anche regista e da Hampton che a sua volta ha vinto l’Oscar. Anche Il Figlio è diventato un film sempre per la regia di Zeller con Hugh Jackman Laura Dern e Vanessa Kirby ed una sicura sorpresa nel ruolo del figlio. Mentre nel Padre venivano analizzati i rapporti degli altri in rapporto all’Alzheimer qui Zeller ci conduce sapientemente per mano sul terreno delle incomprensioni generazionali all’interno del nucleo familiare. La trama è semplice ma non il tessuto di emozioni, la voglia di svelare quel che spesso troppo spesso si nasconde. Sono le prime scene di un testo capace di conquistare grazie non solo alla bellezza del linguaggio ma alla capacità di introspezione, ai rimandi fra un personaggio e l’altro, al manifestarsi delle loro debolezze delle loro incapacità di capire sé stessi e gli altri. La vita in tutte le sue sfaccettature per piantare uno specchio nel cuore a tutti i genitori di un figlio adolescente. Non voglio svelare il grande colpo di scena del finale che spero emozioni gli spettatori. Rappresentato già in moltissimi paesi è un onore per me dirigere questo testo di Florian Zeller lucido intelligente e carico di emozioni un gran bel pezzo di teatro contemporaneo di parola.”

Piero Maccarinelli

Mar
8
Mer
IL FIGLIO
Mar 8 - 21:00
IL FIGLIO

Foto Achille Le Pera

Dopo Il Padre Piero Maccarinelli dirige Il Figlio di Florian Zeller con Cesare Bocci, Galatea Ranzi, Giulio Pranno, Marta Gastini. Il testo fa parte di una trilogia che comprende anche La Madre, lavori non collegati fra loro se non dal numero dei personaggi e dalle implicazioni umane e sociali. 

Mentre nel Padre venivano analizzati i rapporti familiare in relazione all’Alzheimer, qui Zeller ci conduce sul terreno delle incomprensioni generazionali. È un’opera che conquista grazie non solo alla bellezza del linguaggio, ma alla capacità di introspezione, ai rimandi fra un personaggio e l’altro, al manifestarsi delle loro debolezze delle loro incapacità di capire sé stessi e gli altri. 

Trama

Nicola frequenta l’ultima classe del liceo e vive a casa della madre Anna. Suo padre Piero ha appena avuto un altro figlio con la sua nuova compagna Sofia. Anna informa il padre che Nicola da tre mesi non ha più frequentato il liceo e secondo lei ha una depressione adolescenziale. Piero ne parla con Nicola che esprime il desiderio di andare a vivere da lui e Sofia. Piero a quel punto decide di cambiare la scuola a Nicola e si dà da fare per quanto può per ridare a Nicola il gusto di vivere.

Note di regia

“Il testo di Florian Zeller fa parte di una trilogia Il PadreLa MadreIl Figlio; testi non collegati fra loro se non dal numero dei personaggi – 6 – e dalle implicazioni umane e sociali. Il Padre da me diretto in Italia con Haber nel ruolo del titolo è poi diventato un film con Anthony Hopkins che ha vinto l’Oscar e una sceneggiatura firmata da Zeller anche regista e da Hampton che a sua volta ha vinto l’Oscar. Anche Il Figlio è diventato un film sempre per la regia di Zeller con Hugh Jackman Laura Dern e Vanessa Kirby ed una sicura sorpresa nel ruolo del figlio. Mentre nel Padre venivano analizzati i rapporti degli altri in rapporto all’Alzheimer qui Zeller ci conduce sapientemente per mano sul terreno delle incomprensioni generazionali all’interno del nucleo familiare. La trama è semplice ma non il tessuto di emozioni, la voglia di svelare quel che spesso troppo spesso si nasconde. Sono le prime scene di un testo capace di conquistare grazie non solo alla bellezza del linguaggio ma alla capacità di introspezione, ai rimandi fra un personaggio e l’altro, al manifestarsi delle loro debolezze delle loro incapacità di capire sé stessi e gli altri. La vita in tutte le sue sfaccettature per piantare uno specchio nel cuore a tutti i genitori di un figlio adolescente. Non voglio svelare il grande colpo di scena del finale che spero emozioni gli spettatori. Rappresentato già in moltissimi paesi è un onore per me dirigere questo testo di Florian Zeller lucido intelligente e carico di emozioni un gran bel pezzo di teatro contemporaneo di parola.”

Piero Maccarinelli

Mar
18
Sab
CIRANO DEVE MORIRE
Mar 18 - 21:00
CIRANO DEVE MORIRE

Vincitore della Biennale di Venezia edizione 2018 progetto Biennale College Teatro – Registi Under 30
produzione LA BIENNALE DI VENEZIA nell’ambito del progetto Biennale College Teatro – Registi Under 30 – con la direzione artistica di Antonio Latella

Cirano deve morire è la riscrittura per tre voci del celebre Cyrano di Bergerac di Edmond Rostand a opera del giovane regista Leonardo Manzan. Uno spettacolo concerto con testi e musiche originali che trasforma la poesia di fine Ottocento in feroci versi rap, tra Eminem e Myss Keta.

Rime taglienti e ritmo indiavolato affrontano in modo implacabile il tema della finzione, rivedendo in chiave contemporanea il racconto di un dramma post-romantico, che passa a setaccio la dimensione dei sentimenti e delle passioni, attraverso uno dei più famosi triangoli d’amore della storia del teatro.

Mar
19
Dom
CIRANO DEVE MORIRE
Mar 19 - 21:00
CIRANO DEVE MORIRE

Vincitore della Biennale di Venezia edizione 2018 progetto Biennale College Teatro – Registi Under 30
produzione LA BIENNALE DI VENEZIA nell’ambito del progetto Biennale College Teatro – Registi Under 30 – con la direzione artistica di Antonio Latella

Cirano deve morire è la riscrittura per tre voci del celebre Cyrano di Bergerac di Edmond Rostand a opera del giovane regista Leonardo Manzan. Uno spettacolo concerto con testi e musiche originali che trasforma la poesia di fine Ottocento in feroci versi rap, tra Eminem e Myss Keta.

Rime taglienti e ritmo indiavolato affrontano in modo implacabile il tema della finzione, rivedendo in chiave contemporanea il racconto di un dramma post-romantico, che passa a setaccio la dimensione dei sentimenti e delle passioni, attraverso uno dei più famosi triangoli d’amore della storia del teatro.

Apr
4
Mar
PERFETTI SCONOSCIUTI
Apr 4 - 21:00
PERFETTI SCONOSCIUTI

Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti. Una commedia brillante sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”. 

Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? 

Durante una cena, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate. Metteranno così a conoscenza l’un l’altro dei propri segreti più profondi… 

Apr
5
Mer
PERFETTI SCONOSCIUTI
Apr 5 - 21:00
PERFETTI SCONOSCIUTI

Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti. Una commedia brillante sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”. 

Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? 

Durante una cena, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate. Metteranno così a conoscenza l’un l’altro dei propri segreti più profondi… 

Mag
6
Sab
FEDRA
Mag 6 - 21:00
FEDRA

Elena Sofia Ricci dirige Fedra di Seneca e mette al centro la forza della “parola”, così tragicamente contemporanea, con protagonisti Valentina Banci, Francesca Mazza, Sergio Basile, Gabriele Anagni e Ilaria Geniatempo.

forse, in questa nostra era, siamo tutti un po’ Ippolito: a pezzi, a brandelli. E così ci troviamo in una discarica infernale, uno “sfasciacarrozze di tutti i tempi”. L’intero dramma è popolato da “persone” che si muovono e arrancano tra le macerie della propria esistenza. Anche il rapporto conflittuale con il potere rievoca una sempre contemporanea messa in discussione della coscienza sociale.  

Le dinamiche, le ossessioni, le patologie, i mostri non solo interiori dei personaggi si svelano attraverso la pièce, nella loro tragica verità. 

Mag
7
Dom
FEDRA
Mag 7 - 21:00
FEDRA

Elena Sofia Ricci dirige Fedra di Seneca e mette al centro la forza della “parola”, così tragicamente contemporanea, con protagonisti Valentina Banci, Francesca Mazza, Sergio Basile, Gabriele Anagni e Ilaria Geniatempo.

forse, in questa nostra era, siamo tutti un po’ Ippolito: a pezzi, a brandelli. E così ci troviamo in una discarica infernale, uno “sfasciacarrozze di tutti i tempi”. L’intero dramma è popolato da “persone” che si muovono e arrancano tra le macerie della propria esistenza. Anche il rapporto conflittuale con il potere rievoca una sempre contemporanea messa in discussione della coscienza sociale.  

Le dinamiche, le ossessioni, le patologie, i mostri non solo interiori dei personaggi si svelano attraverso la pièce, nella loro tragica verità.