IO SARAH, IO TOSCA

4 Dic 2021 - 5 Dic 2021
Laura Morante
di Laura Morante
e con Chiara Catalano (voce e pianoforte)
scene Luigi Ferrigno
costumi Agata Cannizzaro
musiche Mimosa Campironi
luci Tommaso Toscano
regia Daniele Costantini
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana
foto di scena Filippo Manzini
Orari
Sabato 4 dicembre ore 21.00
Domenica 5 dicembre ore 17.00

Laura Morante in Io Sarah, io Tosca sarà Sarah Bernhardt, la mitica attrice cui Victorien Sardou dedicò il celebre dramma trasformato in libretto da Illica e Giacosa e messo in musica da Puccini.

In scena anche la giovane musicista Chiara Catalano, che interagisce, commenta e dialoga con Laura Morante soltanto con il suono del suo pianoforte e con il canto, in un flusso continuo di recitazione, azione e musica avvincente, emozionante, e a tratti anche divertente.

La realtà e la finzione finiscono per mescolarsi in un gioco di specchi che apre squarci di verità nell’affascinante leggenda di questa donna tenace e vulnerabile, indomabile e raffinata, cinica e generosa, che fu la prima diva di fama mondiale.

Note di regia

La Tosca di Victorien Sardou venne rappresentata per la prima volta il 24 novembre 1887 a Parigi nel Théâtre de la Porte Saint-Martin. Il dramma era stato scritto da Sardou per la più importante attrice di quegli anni, la celebre Sarah Bernhardt. Al terzo spettacolo insieme, dopo Fedora e Théodora, l’autore e la grande attrice erano le due ‘star’ della scena francese. Qualcuno potrebbe chiedersi chi fosse il regista, la risposta sarebbe che il suo nome non era in locandina. La figura del regista, come l’abbiamo conosciuta nel corso del ‘900, ancora non esisteva. La regia fungeva da anello di congiunzione e di mediazione tra le esigenze degli autori e quelle degli attori. Questa funzione, priva di riconoscimento ufficiale, veniva svolta dagli stessi autori, oppure dai direttori dei teatri, a volte da uno degli attori. Il compito e la fisionomia della regia teatrale cominciarono ad essere posti in evidenza negli ultimi anni dell’ ‘800 grazie alle idee e al lavoro di alcuni nuovi attori/registi al punto da dare vita ad una decisiva riforma teatrale.
È curioso notare che in quello stesso anno, il 1887, Andrè Antoine, un attore/regista francese di 29 anni, fondasse a Parigi il ‘Théâtre Libre’, e a Mosca Konstantin Stanislavskij debuttasse, a soli 24 anni, come attore/regista nel teatro del Circolo Moscovita di Arte e Letteratura. In quel 1887, dunque, mentre la Bernhardt trionfava con La Tosca di Sardou, nella stessa Parigi e a Mosca debuttavano i due primi grandi registi anticipatori del teatro moderno.
La compagnia di Antoine si sciolse nel 1896, mentre nel 1898 Stanislavkij fondò con Vladimir Nemirović Danćenko il ‘Teatro d’Arte’ di Mosca, che diverrà celebre per le messe in scena de
 Il GabbianoZio Vania e Le Tre Sorelle di Anton Cechov.
È in questo contesto che Sarah Bernhardt e Victorien Sardou rappresentarono
 La Tosca. Un contesto vivissimo, che annunciava grandi cambiamenti, straordinarie innovazioni nell’arte teatrale.
Io Sarah, io Tosca di Laura Morante racconta Sarah Bernhard nei giorni precedenti il debutto de La Tosca. Il testo è costruito in tre quadri: il primo, il 3 novembre 1887, all’inizio delle prove; il secondo due settimane dopo; il terzo all’alba del 24 novembre, il giorno della prima rappresentazione.
Nel nostro spettacolo, in scena ci sono Sarah e una giovane musicista, che interagisce, commenta e dialoga soltanto con il suono del suo pianoforte e con il canto, in un flusso continuo di recitazione, azione e musica spero avvincente, emozionante, e a tratti anche divertente.”

Daniele Costantini


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