LA SECONDA SORPRESA DELL’AMORE

Anteprima Nazionale
21 Nov 2021
di Pierre de Marivaux
traduzione Beppe Navello
con Daria Pascal Attolini, Marcella Favilla, Lorenzo Gleijeses, Fabrizio Martorelli, Stefano Moretti, Giuseppe Nitti
scene e costumi Luigi Perego
musiche Germano Mazzocchetti
luci Orso Casprini
regia Beppe Navello
produzione Associazione Teatro Europeo
in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana
con il sostegno di MiC - Direzione Generale SPETTACOLO
foto prove Luca Passerotti
durata 100 minuti, atto unico
Orari
Domenica 21 novembre, ore 17.00

Per la prima volta in italiano, La Seconda Sorpresa dell’Amore viene presentato al pubblico del nostro Paese grazie a un progetto accolto dal Ministero della Cultura per incoraggiare la conoscenza di Marivaux, il drammaturgo forse più grande del Settecento francese e che in Italia, nonostante gli storici allestimenti di Strehler, di Chéreau e di altri importanti registi, non è mai riuscito a conquistare spazi stabili nei repertori teatrali: curioso destino per un autore che, durante tutta la sua vita, preferì lavorare con il Théâtre des Italiens piuttosto che con la Comédie Française, trovando negli attori eredi della Commedia dell’Arte maggiore consonanza di gusti e di maestria espressiva; considerandoli insomma più capaci di raccontare, con i gesti e l’ossessività di un eloquio tenacemente alla ricerca dell’esattezza, l’evento protagonista della sua poetica: il percorso delle emozioni e dei sentimenti che nascono, si muovono, crescono, si ribellano alla saggezza e al controllo del buon senso, erompendo alla fine in un palingenetico fuoco di rinnovamento. «Amour» è la parola che ricorre più frequentemente nei titoli delle sue opere teatrali. E tutto questo nell’epoca della Ragione trionfante, suscitando la diffidenza del partito dei philophes e sempre coerentemente schierato al fianco dei moderni contro gli antichi, in quella disputa colta che divise la Francia intellettuale alla ricerca di un rinnovamento delle forme letterarie e drammaturgiche. Anche in questa commedia raffinatissima, i sei personaggi si confrontano in modo serrato e teso su questi temi: come quasi sempre in Marivaux, tutto è chiaro, tutto è compiuto fin dalla prima scena, dal primo incontro. Ma tutto resta da capire e soprattutto da dire; e tocca agli attori il compito di coinvolgere gli spettatori in questa appassionante ricerca, chiamandoli a condividere il loro tormento euristico. C’è bisogno di molta complicità emotiva tra la platea e il palcoscenico perché questa commedia abbia successo. Forse, essendo una delle poche scritte per la Comédie Française, mi piace pensare da Italiano che questo sia il motivo del suo tiepido esito al debutto (31 dicembre 1727). Forse les Italiens, con la spontaneità del loro gestire, con la semplicità del dire opposto all’enfasi tragica, con l’esibire i volti senza maschera per valorizzare le espressioni e i soprassalti mimici, con la loro capacità di prendersi in giro, avrebbero saputo far meglio? Speriamo che, dopo quasi trecento anni, sia questa l’occasione per dimostrarlo.

Note di regia

“La drammaturgia marivaudiana si è sviluppata tra la Comédie Française e il Théâtre des Italiens e il testo in oggetto era stato proposto agli Italiens e poi, dopo il rifiuto di questi, presentato ai Francesi. Un critico molto importante (Macchia) dice addirittura che la differenza tra la Sorpresa e la Seconda Sorpresa è la stessa che appare nei due quadri di Watteau. Insomma, sarebbero l’immagine giusta per il nostro spettacolo, magari con le didascalie sotto che, citando il titolo, richiamano la pendolarità del teatro di Marivaux.”

Beppe Navello


I commenti sono chiusi.